Coniglio alla ligure

Pubblicato il da cuocavale

Ingredienti:
Due cosce con sottocoscia di coniglio, o comunque un quantitativo di coniglio bastante per due
7-8 olive (preferibilmente taggiasche)
4-5 capperi
una decina di pinoli
poco olio per la padella
mezzo spicchio d’aglio
un rametto di rosmarino
poco meno di mezzo bicchiere di vino bianco secco
5-6 cucchiaiate di pomodoro a pezzi (o pomodoro fresco pelato e tagliuzzato)

Sempre una ricetta ligure “adattata” per chi non cucinare troppo bene, se digitate con google “coniglio alla ligure” potete trovare diversi spunti interessanti. E’ una ricetta che io uso per “sbarazzarmi” dei rimasugli nel frigo, anche se nel mio frigo semivuoto rimasugli ce ne sono ben pochi. Tutti i quantitativi degli ingredienti sono assoltamente discrezionali, nulla vieta di aumentare o diminuire secondo i gusti personali. La ricetta è tipica ligure per le olive taggiasche (olive nere sott’olio dal gusto molto delicato, la varietà principe in Liguria) e i pinoli, ma secondo me anche per la scelta del coniglio che è una carne economica, e si sa come siamo “noi” liguri ;-)
Io la preparo così: fate scaldare l’olio (ovviamente olio evo di taggiasche, riviera di ponente) nella padella con l’aglio (io uso quello secco a pezzi perché non rinviene) e il rosmarino, quindi rosolate a fuoco vivo i pezzi di coniglio finchè diventano dorati. Io di solito non uso sale per cucinare, ma se voi lo usate salate la carne in questa fase di cottura, tenendo però conto che olive e capperi sono saporiti. Sarebbe buona cosa prima di iniziare far scottare il coniglio in una padella calda senza niente e poi lavarlo, per togliere il gusto del selvatico, ma se non avete tempo (o voglia) per farlo, con i conigli d’allevamento il gusto di selvatico non c’è (anzi, c’è anche poco gusto di coniglio, ma questa è un’altra storia). Prima che vi bruci tutto (vi giuro che è più facile di quanto non sembri) bagnate con il vino bianco secco (io di solito lo spumante che regalano in quantità a Natale, che non beviamo), fate svaporare l’alcool, coprite col coperchio e fate cuocere a fuoco basso per una quarantina di minuti (dipende dalle dimensioni del coniglio, comunque meglio fuoco basso e tempo in più che non coniglio bruciacchiato). Ogni tanto controllate la cottura, se si asciuga troppo aggiungete un goccio d’acqua tiepida o di brodo se per caso ne avete a portata di mano. Più o meno verso la fine dei 40 minuti aggiungente olive, capperi e pinoli, di cui avrete sminuzzato in piccoli pezzi la metà del quantitativo. Quindi aggiungete il pomodoro (io uso la ricetta per far fuori pomodori un po’ troppo maturi), coprite e lasciate cuocere per altri 20 minuti circa, sempre controllando che non si asciughi troppo. Se usate il pomodoro fresco e vi piace ben cotto potete aggiungerlo prima dei 40 minuti, come vi consiglio io viene scottato ma rimane “bello sodo”. Se usate il pomodoro conservato invece potete aggiungerlo anche alla fine. Complessivamente il coniglio deve cuocere un’oretta, poco prima di spegnere controllare la consistenza del sughetto: se è troppo liquido scoprite per qualche minuto a fuoco vivace per far evaporare. Dato che c’è il pomodoro io di solito non faccio contorno, ma se volete una bella insalata mista è l’ideale per addolcire un po’ il gusto saporito di olive e capperi.
Nella foto la realizzazione che ho preparato una decina di giorni fa, l'autoritratto e la disposizione simmetrica del coniglio non sono casuali ;-)

Buon appetito da lavapiatti Susina!

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carmen 10/31/2008 15:08

Susi . . . il coniglio e' una delle mie carni preferite ma mi viene un atroce dubbio, piuip come sta? Non e' che lo hai veramente cucinato perche' fa lo schizzinoso con i crocchini? Se ti interessa ho un gatto rosso di seconda mano e anche lui ogni tanto anche lui fa capricci con il cibo : )
ciao Carmen